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LA GUIDA DELLA SETTIMANA |
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Egitto
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I mariachi
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 La musica popolare messicana deriva essenzialmente da
quella spagnola, avendo perso ogni legame con quella precolombiana, che non
possedeva una codifica o un sistema di note e che quindi non ha lasciato tracce.
La musica popolare più famosa è il mariachi, nato nel Settecento nello
stato di Jalisco ma successivamente si diffusosi nei vicini stati di
Michoacà n, Collima, Nayarit e Zacatecas, oggi suono folcloristico per eccellenza
di ciò ‘che fa messicano’. I piccoli gruppi suonavano, due o tre volte la
settimana, nelle principali piazze delle città una serie di serenate, diventate
ben presto delle vere e proprie istituzioni cittadine. Le bande più famose erano
quelle della Piazza d’Armi e del parco L’Acqua Azzurra a Guadalajara.
Si tratta di una tradizione di umili origini, le cui radici si sono perse nel
tempo e quasi senza riferimenti scritti che permettano di dare al fenomeno una
esatta collocazione, scatenando diverse ipotesi. Secondo alcuni studiosi queste
bande di trovatori divennero popolari nella metà dell’Ottocento, durante il
breve regno dell’imperatore Massimiliano, il quale voleva che gruppi di
musicisti cantassero in occasione delle feste nuziali all’interno del castello
di Chapultepec, a Città di Messico. Secondo questa teoria il nome mariachi
deriva dalla corruzione della parola francese mariage (matrimonio),
oppure dal galiziano marriagero, che indica il musicista che si esibisce
ai matrimoni. Secondo un’altra ipotesi il termine mariachi deriva da una
parola cocula che significa ‘albero’ e che si riferiva al palco in legno sul
quale questi artisti si esibivano. Tale teoria si basa sul ritrovamento
all’interno di una chiesa di una lettera scritta per il parroco Cosme Sant’Anna
nel 1848, nella quale si denunciavano gli scandali provocati in paese dai
mariachi. La datazione della lettera farebbe pensare che il termine
mariachi fosse presente prima dell’invasione francese e che quindi la
formazione di tali gruppi risalisse ancora più indietro nel tempo.
Quali che siano le origini, la figura del menestrello
errante si è diffusa con successo per tutto il paese. Le città messicane sono
monopolizzate da personaggi le cui uniformi s’ispirano agli abiti dei charros
(cowboy messicani): grandi sombreros di feltro con filigrana (elemento
distintivo dei mariachi), giacche dalla vita alta e di colore scuro con
alamari, bottoni e grandi decorazioni in argento, camicia bianca, cintura
ricamata, pantaloni attillati pieni di borchie, catene dorate o d’argento e un
fazzoletto al collo. Il gruppo, costituito da un numero variabile (dai sette ai
quindici componenti) è generalmente composto da una voce solista, oppure da un
gruppo corale, accompagnata da strumenti a corda e talvolta da una tromba. In un
primo tempo erano presenti solamente strumenti a corda: i principali sono il
guitarròn (grande chitarra a cinque corde dai toni bassi), la vihuela
(piccola chitarra con cinque corde a cassa convessa, dai suoni acuti), la
jarana, detta anche guitarra de golpe (piccola chitarra a
cinque corde) e due violini che hanno il compito di guidare la melodia. La prima
testimonianza di un gruppo di mariachi nelle grandi città del Messico
risale al 1905 col Quartetto Coculense diretto da Giusto Villa che
registra i primi dischi nel 1906. Nel 1925 il Mariachi di Concho Andrade
partecipa alla prima trasmissione radiofonica e nel 1926 sono di
Cirilo Marnolejo le prime registrazioni con il nuovo sistema elettrico.
Fino al 1930 l’accompagnamento era dato semplicemente da strumenti a corda;
successivamente sono integrati anche quelli a fiato, principalmente la tromba,
ma anche il flauto, il clarinetto, il sassofono soprano e il trombone. Nel 1949
il famoso Pedro Infande incide il le prime canzoni mariachi
con due trombe, un’innovazione che riscuote subito grosso successo. Già negli
anni Sessanta la maggior parte dei gruppi utilizzava strumenti a fiato, segno
che l’innovazione ormai era entrata a pieno titolo nei gusti del pubblico. Uno
dei gruppi più famosi in tutto il mondo, il Mariachi Vargas di Tecatilà n,
è stato fondato da Silvestre Vargas che fu anche il primo artista del genere a
leggere musica. Oggi i mariachi hanno cessato di essere gli artisti
estemporanei del secolo scorso, si sono convertiti in veri e propri studiosi di
musica e possono essere definiti professionisti. I gruppi sono spesso chiamati a
suonare in occasione di ricorrenze religiose, riunioni, battesimi, nozze e cene
familiari, per eseguire serenate sotto i balconi delle ragazze, ma sono anche
presenti nelle principali piazze cittadine e attorno ai locali. L’enorme varietÃ
di situazioni in cui sono chiamati a esibirsi fa sì che il loro repertorio
risulti estremamente amplio e vario. Essi pescano in un calderone nel quale sono
presenti canzoni popolari, musica da ballo, marce militari, canti rivoluzionari,
walzer, opera lirica. I temi principali sono l’amore e il tradimento, la morte e
la distruzione, le leggende degli eroi rivoluzionari, i patimenti, l’alcol e le
sconfitte subite per la causa dell’onore, argomenti che assumono proporzioni
enormi, tipicamente messicane. Una banda di mariachis ‘che si rispetti’
non termina la propria esecuzione senza che una lacrima scorra sui volti... Dopo
Plaza Garibaldi a Città del Messico, Guadalajara è il luogo
migliore per assistere a rappresentazioni di questi musicisti. Dal classico
punto di ritrovo di Piazuela de los Mariachis fino agli eleganti
ristoranti della città , si possono incontrare numerosi artisti locali che
pizzicano le corde di una chitarra, suonano la tromba o vocalizzano melodie del
Jalisco. Antica esclusiva maschile, a partire dagli anni Trenta questo mondo si
è aperto anche alle donne, che ora costituiscono un buon numero.
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