Gli alberghi, in questa accezione, erano le locande-residenze in cui i cavalieri vivevano raggruppati a seconda della loro nazionalità (Lingua). Semplicissimi quelli della prima capitale Birgu, il gusto, lo sfarzo e la ricchezza - oltre che l'abbandono della spada e della ricerca di Dio a favore delle mollezze terrene - dei cavalieri ebbero modo di esprimersi debitamente nella costruzione delle nuove residenze comunitarie della Valletta. In origine gli alberghi erano otto, come le otto Lingue in cui si ramificava in Europa l'Ordine, progettati quasi tutti da Cassar. Dopo la demolizione dell'albergo d'Alemagna per far posto alla cattedrale anglicana di San Paolo, e la distruzione in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale dell'albergo di Francia (che sorgeva all'angolo fra Melita Street e Old Bakery Street) e dell'albergo d'Alvernia (in Republic Street), ne sono rimasti cinque. Ed è possibile visitarne uno soltanto, I'albergo di Provenza, sede del Museo Nazionale Archeologico, in quanto gli altri quattro sono adibiti a ministeri o enti pubblici: come I'albergo d'Italia, sede della Posta centrale; l'albergo di Castiglia e Leon, in Castille Place, residenza ufficiale del primo ministro; o l'albergo d'Inghilterra e Baviera, adibito prima a mensa ufficiali e quindi a scuola primaria (da notare che la lingua d'Inghilterra era stata abolita in seguito allo scisma di Enrico VIII. Fu solo nel 1783 che venne ricostituita la Lingua anglo-bavarese con il consenso di Giorgio III). Ogni Lingua aveva accanto all'albergo la propria chiesa congregazionale ed era preposta alla manutenzione e alla difesa delle fortificazioni circostanti.
In Indipendence Square sulla sinistra si vede la cattedrale anglicana, sulla destra l'albergo della Lingua d'Aragona, il più vecchio degli otto costruiti alla Valletta: fu infatti iniziato dal Cassar nel 1571. Attualmente ospita il dipartimento della Cultura, accorpato con il ministero degli Esteri.