Isola di Comino
Isola di Gozo
Isola di Malta

Distano 500m dall'ipogeo di Hal Saflieni: tornare verso la chiesa parrocchiale; la seconda via sulla destra, Sammat Street, porta direttamente in Old Temples Street.
l tre templi megalitici di Tarxien, costruiti fra il 2200 e il 1800 a.C., vennero portati alla luce da Sir T. Zammit nel 1914-19 e furono subito oggetto di approfonditi e sistematici studi. Costituiscono il più grande e articolato, anche se non il meglio ambientato, complesso megalitico di Malta. Nonostante le piante sostanzialmente simili, furono edificati in epoche diverse. Quando il primo tempio divenne insufficiente allo scopo, ne venne aggiunto un altro a ovest e quindi un terzo a sud-ovest. Sono tutti e tre costituiti da serie di absidi semicircolari parallele tra loro collegate. Le absidi dovevano avere in origine una copertura lignea, come forse provato dalle tracce d'incendio che si notano nel secondo tempio e dal buono stato di conservazione dei blocchi calcarei incisi.
L'ingresso principale dà accesso al terzo tempio, il più recente, strutturalmente forse il meno interessante ma ricco di elaborati motivi decorativi. È formato da due serie di absidi semicircolari parallele con un passaggio mediano orientato da nord-ovest a sud-est. Superata l'enorme soglia convessa, ci si trova in uno spiazzo pavimentato circondato da pareti in pietra decorate con motivi spiraliformi. Alla destra si notano i resti di una colossale statua in pietra con vesti a drappeggio. Di questa statua che doveva misurare circa 3m in altezza rimane solo la parte inferiore: poderosi fianchi coperti da una gonna plissettata. Rappresentava forse la dea della fertilità. La superficie dell'altare di destra (altar maggiore) è decorata a spirali. Alla base si trova un foro, in origine chiuso ermeticamente da una pietra, in cui fu rinvenuta una lama di selce usata per i sacrifici rituali. Furono qui trovate pure ossa di buoi, maiali, capre e pecore. Anche l'altare secondario di sinistra, simmetrico all'altare maggiore, è decorato con motivi spiraliformi.
Il secondo tempio è formato da tre serie parallele di absidi semi circolari collegate da un passaggio con asse nord-sud. Sui blocchi laterali si notano dei fori cui erano assicurate mediante corde le porte di comunicazione. La costruzione è molto elaborata, le pareti rifinite con grande cura e istoriate di spirali. Su una parete della camera che mette in comunicazione con il primo tempio si notano in bassorilievo due tori e una scrofa, simboli della forza e della fertilità. Le absidi più interne, decorate, dovevano essere riservate agli iniziati o ai sacerdoti.
Il primo tempio, quello a est, formato da due serie parallele di absidi, è costruito con lastroni e blocchi non lavorati, ma sistemati con cura e suggestivi nella loro semplicità. È questo il tempio più antico e venne in parte alterato quando vi fu aggiunto il secondo. Nella parte più interna i resti di una piccola camera da cui un oracolo vaticinava attraverso un foro dissimulato nella parete. Sparse un po' ovunque per il complesso si vedono grosse pietre sferiche: servivano ai costruttori per far rotolare i grossi blocchi di pietra. Una volta che il blocco era posto in sede, i rulli dovevano venire lasciati sotto, visto che se ne trovano parecchi sotto massi e Iastroni. Ma forse queste pietre rotonde avevano anche un significato magico, a giudicare dal loro numero e dalla sistemazione che in molti casi segue un andamento simmetrico.

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