Nel 794 Carlo Magno, l’imperatore franco che restaurò l’Impero romano d’Occidente, scelse l’Aquae Granni romana come propria residenza; ancora oggi tutto nella città sembra rimandare a questo fatto storico.
La costruzione del Dom, il luogo dell’incoronazione degli imperatori tedeschi posto dall’UNESCO tra i beni inalienabili dell’umanità, fu voluta da Carlo Magno, che per l’occasione chiamò maestranze francesi da Metz. Cominciato poco prima dell’800, fu concluso in brevissimo tempo e già nell’805 veniva consacrato da papa Leone III. L’attuale aspetto è dovuto alle aggiunte che seguirono l’incendio del 1224. Un nartece (nella basilica paleocristiana, vestibolo addossato alla facciata riservato ai catecumeni e ai penitenti), il cui ingresso principale conserva i battenti bronzei fusi in età carolingia, precede l’interno della chiesa, del quale è ancora riconoscibile la struttura ottagonale originaria, precedente il 1224. Dal soffitto pende il lampadario in rame (1160-70), simbolo della Gerusalemme celeste, commissionato da Federico Barbarossa, mentre nel matroneo viene conservato il Kaisersthul, il trono di Carlo Magno dove dopo l’incoronazione i re venivano omaggiati dai principi. Sulla mensola carolingia antistante il coro (1355-1414) si trova la Pala d’oro (Fulda, 1020 circa), donata dall’imperatore Enrico il Santo insieme all’ambone posto sulla parete destra del coro. Il terzo capolavoro di oreficeria renana del Dom è il Karlsschrein (Aquisgrana 1200-1215), sempre nel coro, ovvero l’urna in argento fabbricata per contenere i resti di Carlo Magno. Il Tesoro del Duomo è costituito da pezzi unici che lo hanno reso uno dei più importanti al mondo: il busto-reliquiario, l’olifante (corno da caccia ricavato dalla zanna di un elefante) e la Croce pettorale di Carlo Magno, il Crocifisso di Lotario.
Il Rathaus della città è stato edificato sul palazzo dell’imperatore franco tra il 1334 e il 1376, ma l’interno è stato rivisitato in chiave barocca nel ‘700. Gli affreschi ottocenteschi della Reichsaal ripercorrono la storia del restauratore dell’Impero d’Occidente.
Il Couven Museum è una tipica casa borghese dove sono stati ricostruiti gli ambienti di fine ‘700 e inizi ‘800. Curiosa la farmacia settecentesca dove si dice sia stato preparato per la prima volta il cioccolato. Nel Suermondt Ludwig Museum invece si possono ammirare le collezioni di opere figurative e di arte applicata esposte secondo un criterio originale, che mira a ripercorrere l’evoluzione artistica partendo dalle espressioni contemporanee.
Una particolarità di Aquisgrana sono le panchine letteralmente da collezione, che con le loro forme e attraverso i materiali con cui sono state costruite testimoniano l’evoluzione del gusto e le caratteristiche (anche climatiche) dei paesi d’origine. Provengono infatti da ogni parte del mondo (Parigi, Stoccolma, Halifax, in America, Sirmione ecc.) e accanto a riproduzioni si trovano esemplari che hanno più di 100 anni di storia. Infine, non bisogna dimenticarsi di assaggiare i Printen (dal verbo prenten, stampare), i dolci che gli abitanti della città non vogliono assolutamente siano confusi con i tradizionali e diffusi dolci al miele tedeschi.