Si tratta di uno dei più importanti luoghi di culto del mondo cristiano, visitato ogni anno da milioni di pellegrini. La sua storia ebbe inizio nel 1382 quando il re della Polonia fece costruire un monastero, al quale donò un’icona raffigurante una Madonna nera con Bambino, per un gruppo di padri Paolini scacciati dall’Ungheria. L’edificio venne protetto con possenti mura e la chiesa venne abbellita e arricchita nel corso dei secoli. Il nome Jasna Góra, che significa ‘montagna luminosa’, venne dato dagli abitanti del luogo colpiti dalla particolare pietra bianca con cui fu costruito. Oggi si accede al complesso conventuale attraverso quattro porte. Si incontra innanzi tutto la gotica Basilica della Santa Croce con una torre di oltre 100 metri e interni riccamente decorati in epoca barocca. Nella Cappella della Natività di Maria a tre navate è custodita l’icona, le cui origini si perdono nella leggenda ma che qualcuno ritiene risalga addirittura ai primi secoli del cristianesimo. Con sicurezza si sa che venne portata dalla Rutenia dal duca Wladislaw di Opole nel 1384. Durante l’assedio del1430, quando gli ussiti tennero asserragliata la fortezza, l’icona fu graffiata e i segni sono visibili ancora oggi sul volto della Madonna. All’interno della basilica è possibile ammirare anche l’ingresso rinascimentale, la cappella di San Paolo con molti affreschi e la cappella delle reliquie e di Jablonowski con la tomba del nobiluomo. Ovunque i doni votivi, alcuni davvero preziosi e importanti dal punto di vista storico, in particolari quelli risalenti al ‘700 quando il quadro ottenne l’incoronazione papale. Accanto alla basilica sorgono l’Arsenale, il Museo e il Tesoro che custodiscono tutti i tesori raccolti nel tempo, gli ex-voto, le onorificenze, i doni, gli oggetti di culto, i paramenti, mentre nell’Archivio si trovano alcuni preziosi manoscritti miniati. Sono sorte molte chiese in tutto il mondo dedicate alla Madonna di Jasna Góra, se ne contano oltre 300 e le copie del quadro ovviamente si sprecano, alcune di queste sono state riconosciute e incoronate dalla chiesa di Roma. Il complesso monastico, incastonato in uno dei paesaggi più belli della Polonia meridionale attraversato dal fiume Warta, offre uno scenario sicuramente molto suggestivo.
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