Piazza Castello. Tel. 02/62083940. Orario di visita: 9.30-17.30; chiuso il lunedì. Ingresso gratuito. I musei del castello costituiscono il più vasto complesso museale di Milano. Vi si accede da una porta sormontata da un grande stemma sforzesco. Sono articolati in tre sezioni principali: le Civiche Raccolte d’Arte Antica, suddivise in Raccolta di Scultura, Pinacoteca, Gabinetto dei Disegni; le Civiche Raccolte d’Arte Applicata con il Museo degli Strumenti Musicali; le Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche con il Gabinetto Numismatico, il Medagliere, la Sezione Preistorica e la Sezione Egizia.
La storia di questi musei coincide con quella del collezionismo e del mecenatismo milanesi. Il primo nucleo della raccolta risale al 1882, anno in cui Il Legato Marchesi-Fogliani donava al comune di Milano i materiali dello studio dello scultore Pompeo Marchesi; a questa seguirono altre donazioni che arricchirono progressivamente la collezione. Il patrimonio fu collocato provvisoriamente presso il palazzo dell’Ambrosiana, a palazzo Marino e in vari depositi comunali, prima di essere esposto nei locali del castello. Nell’ambito del riordino urbanistico e edilizio di fine Ottocento, la valorizzazione del castello, svaniti i progetti della sua demolizione, passò anche attraverso la nuova destinazione a sede dei musei civici e di diverse istituzioni culturali. Nel 1921 la Galleria d’Arte Moderna fu trasferita nella Villa Belgioioso, poi Reale, di via Palestro. Ciò permise di avere a disposizione più spazio per le raccolte rimaste al castello. Nel secondo dopoguerra, all’interno del piano generale di riorganizzazione dei musei steso nel 1946, si decise di trasferire il Museo del Risorgimento nella sede attuale, in via Borgonuovo, e le collezioni archeologiche (dalla preistoria all’epoca romana) nell’ex-Monastero Maggiore, in corso Magenta.
Al pianterreno, nelle sale che danno sulla Corte Ducale, si snodano le raccolte di scultura, in un percorso che conduce dall’arte tardo-antica a quella medioevale, attraverso testimonianze recuperate soprattutto da edifici milanesi andati distrutti, fino a quella risorgimentale e si conclude con la Pietà Rondanini di Michelangelo. Al piano superiore sono sistemate la collezioni di mobili e la pinacoteca, in quest’ultima si possono individuare tre filoni principali: la scuola lombarda dal Quattrocento in poi, la scuola veneta, la tradizione fiammingo-olandese.
All’interno delle Civiche Raccolte d’Arte Antica vanno segnalate: la testa marmorea dell’imperatrice Teodora, un esempio di arte paleocristiana del VI secolo; i capitelli della chiesa di S. Maria d’Aurona del IX-XI secolo; il monumento sepolcrale di Bernabò Visconti, un’opera trecentesca di Bonino da Campione, proveniente dalla cripta della chiesa di S. Giovanni in Conca; la lastra tombale con figura di suora, ritenuta monumento funebre di Bona di Savoia, moglie di Galeazzo Maria Sforza; i resti architettonici della chiesa di S. Maria di Brera, distrutta nel 1808 per ampliare alcune sale della Pinacoteca; i bassorilievi romanici di Porta Romana (XII secolo); il gonfalone di Milano che raffigura S. Ambrogio, patrono della città, ricamato e dipinto su disegno dell’architetto Giuseppe Meda nel 1565-66; sculture ed elementi architettonici del Quattrocento e del Cinquecento, tra cui la lastra marmorea con S. Sigismondo in viaggio per il monastero di Agauno di Agostino di Duccio, Apostoli di Antonio Mantegazza, il Portale del Banco dei Medici, attribuito a Michelozzo e proveniente da un edificio demolito di via dei Bossi (custodito nella sala della Civica Raccolta delle Armi), il monumento sepolcrale di Gastone Foix di Agostino Busti detto il Bambaia, completato con le statue e i rilievi provenienti dalla collezione Arconati; la Pietà Rondanini, ultima opera di Michelangelo Buonarroti, rimasta incompiuta per la morte dell’artista.
Al piano nobile (primo piano) sono esposti mobili dal Quattrocento al Settecento (tra cui lo scrigno o "scrittoio" Passalacqua del 1613 e la bussola lignea quattrocentesca nota come coretto di Torrechiara), arazzi, dipinti, statue e bassorilievi lignei quattro-cinquecenteschi; si trova, inoltre, il ciclo di affreschi alla maniera di Nicolò da Varallo, Storie di Griselda, del 1460 circa, staccato dal castello di Roccabianca (Parma) e ricomposto su supporti lignei a ricreare l’ambiente originario. Il dipinto narra, in ventiquattro scene, la storia di Griselda ispirata a una novella del Decamerone di Giovanni Boccaccio. Segue la Pinacoteca, che tra le molte opere annovera: Madonna in gloria e santi (1497) di Andrea Mantegna, Polittico di Benedetto Bembo (firmato e datato 1462, già nel castello di Torrechiara), Madonna col Bambino e Poeta laureato di Giovanni Bellini, Martirio di S. Sebastiano (proveniente dall’altare maggiore della chiesa omonima), Madonna Trivulzio e Madonna del libro di Vincenzo Foppa, Pietà ed Elemosina di S. Benedetto (in origine parte di un polittico dedicato al santo) di Ambrogio Bergognone, Pietà di Bramantino, Polittico di S. Rocco (1523), ultima e incompiuta opera di Cesare da Sesto, Madonna e Ritratto di Zandemaria di Correggio, Ritratto di giovinetto di Lorenzo Lotto, Ritratto Soranzo di Iacopo Tintoretto, Comunione di S. Lucia, bozzetto per la pala della chiesa dei Ss. Apostoli a Venezia, di Gian Battista Tiepolo. Le Civiche Raccolte d’Arte Applicata contengono, nella sezione delle ceramiche, una delle collezioni di maioliche più importanti del mondo con pezzi quattro-ottocenteschi italiani e esteri, opere d’oreficeria, smalti, avori, bronzetti, tessuti e paramenti. Il Museo degli Strumenti Musicali comprende 640 pezzi divisi in cinque sezioni: strumenti d’epoca ad arco, a pizzico, a tastiera, a fiato ed esotici. Nella Sala della Balla, chiamata così perché un tempo adibita al gioco della palla, è conservata la famosa serie di arazzi dei Mesi o arazzi Trivulzio, eseguiti per ordine di Gian Giacomo Trivulzio nel 1503 presso le arazzerie ducali di Vigevano su disegno di Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino.
Dal cortile della Rocchetta si accede alle Sezioni Preistorica ed Egizia delle Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche. La prima contiene materiale che va dal Paleolitico alla seconda Età del Ferro, proveniente principalmente dalla Lombardia; la seconda comprende reperti per il culto funerario e oggetti di uso comune.
Il Medagliere non è aperto al pubblico, ma è possibile visitarlo su richiesta. I 230 mila pezzi (dal VI secolo ai giorni nostri) che compongono la collezione sono esposti a rotazione presso il Civico Museo Archeologico.