Terrazzo BC, superiore di ponente, nicchia 8: monumento Elisi scolpito da Francesco Penna nel 1916. Il gruppo scultoreo intitolato I gigli del cielo rappresenta un angelo che porta al cielo la piccola Adriana spiccando il volo da un prato di gigli; il significato simbolico di fiore della purezza e dell’innocenza viene associato a quello di fiore della "pallida mors".
Nell’Emiciclo del piazzale interno, sorge il monumento ai Caduti nei campi di sterminio nazisti, opera dello studio di architettura BBPR (formatosi nel 1932 e comprendente Gianluigi Banfi, Lodovico Belgiojoso, Enrico Peressutti e Ernesto Nathan Rogers), eretto per volontà dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nel 1945. E’ costituito da un’intelaiatura di tubi metallici che disegna un cubo trasparente entro cui si inscrive una croce greca. Su ogni lato sono poste due lastre di marmo, bianco e nero, dove si legge la dedica e brani dal Discorso della Montagna. Al centro, una teca di cristallo contiene una gavetta cinta dal filo spinato e riempita di terra del campo di concentramento nazista di Mauthausen. Eretto nel 1945, andò rapidamente deteriorandosi e venne rifatto con alcune varianti nel 1950 fino ad approdare alla forma definitiva nel 1955. Nel 1961 fu aggiunta una lapide con i nomi dei Milanesi vittime dei campi di sterminio.
Riparto I, spazio 173: edicola Bocconi. Ideata dall’architetto Giuseppe Boni, realizzata dallo scultore Orazio Grossoni tra il 1901 e il 1914, è la tomba per la famiglia di Ferdinando Bocconi, fondatore, con suo fratello Luigi, de La Rinascente. E’ alta 20 m e decorata da una cascata di figure marmoree: un crocefisso circondato dalle allegorie della Speranza, del Dolore, della Maternità, della Rassegnazione e della Religione.
Nel Riparto IV, lo spazio 63 è occupato da una lapide bronzea che copre la tomba dello scrittore e poeta Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), promotore a Milano del Movimento Futurista.
Riparto IV, spazio 84: edicola Pasquale Crespi, scolpita da Ernesto Bazzaro tra il 1909 e il 1912 con un gruppo che rappresenta il ciclo emozionale della vita umana ovvero l’Eredità d’affetti, il Mistero della morte, l’Inesorabilità e il Rinovellamento della vita.
Riparto V, spazio 83: Civico Mausoleo Palanti eseguito tra il 1928 e il 1930 da Mario Palanti stesso. E’ un enorme sarcofago di granito il cui blocco di copertura da solo pesa 700 quintali. Fu forse per questa imponenza che durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale servì anche da rifugio antiaereo. Oltre al Palanti e alla sua famiglia, ospita personaggi "benemeriti e illustri per scienze, lettere e arti" tra cui Walter Chiari (1924-1991), Fernanda Wittgens (1903-1957) e Franco Russoli (1923-1977), entrambi direttori della Pinacoteca di Brera, e Hermann Eistein (1847-1902), padre di Albert.
Riparto V, spazio 84: edicola Squadrelli del 1911, opera di Ernesto Bazzaro, esponente di rilievo della Scapigliatura. Il monumento fonde architettura e scultura intorno alla rappresentazione in bronzo della resurrezione di Lazzaro di cui si vedono soltanto i piedi che spuntano da una grotta di serizzo.
Riparto VI, spazio 127: edicola Besenzanica. Tra le più note del cimitero, è stata scolpita da Enrico Butti nel 1912 ed è decorata da un imponente gruppo scultoreo in bronzo intitolato Il lavoro, che rappresenta a grandezza naturale due contadini e i buoi al traino. Alle spalle, Il soffio vitale della natura.
Nello spazio 184 del Riparto VII, si trova l’edicola Toscanini, edificata tra il 1909 e il 1911 da Leonardo Bistolfi, per ospitare le spoglie mortali del figlio morto a soli quattro anni e in seguito anche del celebre direttore d’orchestra, Arturo, e del genero, il grande pianista Vladimir Horowitz. La tomba è decorata a bassorilievo con i temi della nascita, dei giochi d’infanzia, del dolore e del viaggio senza mai raffigurare il bambino.
Riparto XIV, spazi 340-342: edicola Centemeri, un monumento con cripta, composto da un leggero baldacchino retto da sottili montanti in bronzo con cielo a mosaico, sotto al quale è posto un altare a tre croci anch’esso in bronzo. Il tutto è opera di Giò Pomodoro. Nel 1973, l’originaria copertura venne sostituita da quella attuale progettata da Mario Baciocchi ed eseguita dal mosaicista Danilo Cantù.
Riparto XIV, spazio 431 A: edicola Del Duca, progettata da Francesco Messina nel 1954, propone una sequenza di sculture bronzee: sul fronte la parabola del Figliol prodigo, sul retro un altorilievo che ricorda le virtù della "famiglia agreste".
Riparto XV, spazio 371: edicola Korner progettata nel 1929 da Giulio Ulisse Arata e decorata dal gruppo scultoreo di Adolfo Wildt, Affetto nel dolore.
Riparto XVIII, spazio B: edicola Motta, realizzata per la famiglia dell’industriale dolciario Angelo Motta, è stata progettata da Melchiorre Bega. Cilindrica ha un portale di cristallo decorato da sei statue di soggetto religioso di Giacomo Manzù (1952).
Rialzato AB di Ponente, spazio M: edicola Campari.
Rialzato B di Ponente, numeri 1026-1033: monumento Kramer, scolpito nel 1872 da Vincenzo Vela con l’opera Il dolore della scienza.
Rialzato B di Ponente, numeri 1489-1493: monumento Omodeo decorato da uno dei capolavori della statuaria verista milanese della seconda metà dell’Ottocento, in gruppo scultoreo Memore omaggio di Odoardo Tabacchi (1876).
Circondate di Levante, numero 325: monumento Filippo Filippi. Medardo Rosso nel 1889 ha realizzato in un’unica fusione di bronzo la raffigurazione del defunto, il "racconto" della sua vita professionale e il compianto per la sua perdita.
Necropoli, I A: edicola Antonio Bernocchi, progettata dall’architetto Alessandro Minali e scolpita da Giannino Castiglioni, è una torre a spirale alta tre metri istoriata con la via crucis.