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Corso Venezia 55 - Tel. 02 88463280 - Fax 02 76022287 - Aperto da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 17.30; sabato, domenica e festivi dalle 9.00 alle 18.30; giorni di chiusura lunedì, Natale, Capodanno, 1° maggio - Ingresso gratuito - Sito internet: www.rcs.it/mimu/musei/storianaturale/presentazione.htm
Associazione Didattica Museale, con sede all’interno del Museo - Tel. 02 783528/795448 - Fax 02 76009648 - Sito internet: www.reteculturale.regione.lombardia.it E-mail: adiemme@iol.it
Il grande palazzo che ospita il Museo di Storia Naturale si trova nei centralissimi giardini pubblici di Porta Venezia, non lontano da piazza San Babila. La fondazione del museo risale al 1838; in origine l’istituzione era ospitata in un edificio di via Circo ed era costituita da due raccolte naturalistiche donate al Comune di Milano dal nobile milanese Giuseppe de Cristoforis e dal professore di botanica Giorgio Jan. Nel 1863 la collezione, che nel frattempo si era ampliata, fu trasferita a Palazzo Dugnani. Il neoromanico palazzo che oggi ospita il museo fu costruito tra il 1888 e il 1893 dall’architetto Giovanni Ceruti, sui resti di un antico convento delle suore Carcanine soppresso nel 1782. L’edificio del museo, ampliato nel 1907, e gran parte degli oggetti che vi si trovavano, vennero gravemente danneggiati durante la Seconda Guerra Mondiale; la ricostruzione che ne seguì durò fino al 1952, quando il museo fu di nuovo aperto al pubblico.
Le 23 sale mostrano solo una piccola parte del fondo del Museo di Storia Naturale, parte che comunque ammonta a circa 3 milioni di pezzi. L’esposizione segue tre approcci: morfologico, pensato per avvicinare alla conoscenza delle forme della natura; storico-evolutivo, che illustra il divenire della Terra nel tempo; ecologico-ambientale che nel mostrare l’interazione tra organismo e ambiente mira a far nascere nel visitatore una coscienza ambientale. Il punto di partenza del percorso museale è il mondo minerale con una ricca esposizione di pepite, zolfo, quarzi bianchi, viola, gialli ecc. La seconda tappa è costituita dalle sale più amate dai visitatori, quelle dedicate alla paleontologia. In esse si possono ammirare la ricostruzione di un Triceratops, grande rettile del Giurassico; il calco di un ittiosauro chiamato Besanosaurus, dal nome del luogo in cui fu rinvenuto dai ricercatori del museo (Besano, in provincia di Varese); un modello di rettile volante, il Pteranodonte, con apertura alare di sei metri; una suggestivo diorama che rievoca un paesaggio del Triassico in Lombardia. Seguono molluschi, artropodi e insetti preistorici; infine resti e ricostruzioni di oropitechi, scimmie antropomorfe e australopitechi, fino ad arrivare ai primi Ominidi, a testimoniare la comparsa dei Primati sulla Terra. In alcune vetrine sono conservati i resti dei primi bipedi con postura eretta che siano mai esistiti, frutto di ritrovamenti avvenuti in Africa (nella Rift Valley e nella gola di Olduvai) e in Tanzania. Al primo piano sono stati allestiti numerosi diorami (83 completi e una decina in allestimento) che riproducono la flora e la fauna dei principali sistemi biologici della Terra: il deserto, la prateria, la taiga, la foresta tropicale e quella temperata, i ghiacci del Polo Nord e del Polo Sud. Le ultime tre sale del primo piano sono state dedicate agli ambienti naturali italiani.
Molte sono le attività di ricerca e di conservazione che fanno del Museo di Storia Naturale anzitutto un organismo scientifico che collabora con università e istituti di ricerca italiani e stranieri, nonché uno dei centri più all’avanguardia per metodologie di studio, comunicazione scientifica e tecnologie della conservazione. Importante è la biblioteca scientifica del museo, altamente specializzata, costantemente aggiornata con pubblicazioni provenienti da più di seicento istituzioni scientifiche di tutto il mondo. Aperta al pubblico, la biblioteca è frequentata da studenti e studiosi. Dal 1866, nel museo opera la Società Italiana di Scienze Naturali che pubblica ogni anno cinque riviste specializzate: Atti, Natura, Memoria, Rivista italiana di ornitologia, Paleontologia lombarda. Vanno ricordati inoltre i numerosi laboratori nei quali, con interventi di conservazione e un paziente lavoro di ricostruzione e imbalsamazione (tassidermia), numerosi esperti e studiosi allestiscono i diorami. Alcune associazioni culturali e scientifiche operano all’interno del museo organizzando conferenze aperte al pubblico: il Centro Studi Archeologia Africana, il Gruppo Mineralogico Lombardo, l'Istituto Geymonat, il Gruppo Botanico Milanese e l’Associazione Didattica Museale (ADM). Quest’ultima offre altri servizi: riceve le prenotazioni (obbligatorie) delle scuole, gestisce il Punto Informazioni in grado di dare notizie sull’attività del museo stesso o di altri musei milanesi, ma soprattutto organizza visite guidate per ogni ordine di studi, dalla scuola materna alle medie superiori. Si tratta di circa trenta percorsi didattici all’interno del museo e di una decina di uscite sul territorio lombardo. Per i più piccoli l’ADM prepara giochi a sfondo didattico, come quelli organizzati nel periodo natalizio (Arca di Noël). La domenica è disponibile un programma di visite guidate a tema, su argomenti sempre diversi e spesso legati a questioni d’attualità. Tutte le iniziative sono curate da laureati in discipline scientifiche ed esperti nella didattica e nella comunicazione.

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