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Corso Venezia, 57. Tel. 02 29531181. Fax 02 2047259. E-mail majordomo@media.dsi.unimi.it Sito internet: www.brera.mi.stro.it/~planet Conferenze pubbliche: martedì e giovedì ore 21.00; sabato e domenica ore 15.00 e 16.30; pausa da luglio a settembre per manutenzione apparecchiature. Lezioni scolastiche: da martedì a venerdì ore 9.30-10.30 e 14.00-15.30; prenotazioni tel. 02 29531181 da lunedì a venerdì ore 9.00-12.00.
Biblioteca del Planetario.
Corso Venezia, 55 (all’interno del Museo di Storia Naturale). Orari di consultazione: da lunedì a venerdì ore 9.00-12.30 e 14.00-17.30.
Circolo Astrofili di Milano.
Presso il Planetario. Riunioni: da settembre a giugno il mercoledì ore 20.45-23.00 con cadenza quindicinale, ingresso libero. Sito internet: web.genie.it/utenti/a/astrofilimilano/
Il Planetario di Milano, che sorge nei giardini pubblici di corso Venezia, porta il nome dell’editore svizzero Ulrico Hoepli (1847-1935) che lo aveva donato alla città nel 1929. L’editore aveva iniziato proprio in quegli anni la pubblicazione delle ricerche dell’Osservatorio Astronomico di Brera e di molte altre opere dedicate all’astronomia come quelle di Giovanni Virginio Schiapparelli, direttore dell’Osservatorio di Brera nel secondo Ottocento.
Propriamente, il termine "planetario" indica un complicato strumento ottico-meccanico, una sorta di proiettore in grado di riprodurre la volta celeste proiettandola su uno schermo formato da una cupola emisferica e di simularne, attraverso un sistema di ingranaggi, persino i movimenti. Nel corso degli anni, tuttavia, con questo termine è stata designata l’istituzione stessa del Planetario e l’edificio che la ospita: un’elegante costruzione a pianta ottagonale, in stile neoclassico con contaminazioni Art Déco, progettata dall’architetto Piero Portaluppi al quale si deve anche il progetto dell’Arengario. Il Planetario fu inaugurato nel maggio del 1930. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la cupola venne danneggiata dai bombardamenti e dovette essere ricostruita; la tela originaria che rivestiva l’interno, dove viene proiettata la volta celeste, fu sostituita con gli attuali pannelli di alluminio alla base dei quali, su quello che dovrebbe rappresentare l’orizzonte del cielo, venne disegnato il profilo della città di Milano com’era negli anni Trenta.
L’attuale apparecchio planetario è costituito da un grande traliccio cilindrico con una sfera a ciascuna delle estremità. All’interno di ogni sfera si trovano potenti lampade e lastre circolari di vetro che proiettano le immagini delle stelle fisse. Numerosi altri proiettori, fissi e mobili, forniscono le immagini dei corpi in movimento, il Sole, la Luna, i cinque pianeti visibili a occhio nudo (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno), la Via Lattea e il reticolo dei meridiani e dei paralleli celesti. Si tratta di un modello della casa tedesca Zeiss, istallato nel 1968. Quando è in funzione, sulla cupola (19,6 m di diametro) vengono proiettati tutti i settori del cielo fino a formare l’intera volta celeste. A questa dotazione originale si sono aggiunti strumenti più moderni e oggi il conferenziere può contare sull’ausilio di apparecchiature audio-video e informatiche che possono proiettare anche diapositive e lucidi.
Il Planetario, il più grande in Italia e uno dei maggiori in Europa, è un’istituzione scientifica il cui fine è la divulgazione della scienza astronomica e di discipline affini come l’astrofisica, l’astronautica e le scienze della Terra. La divulgazione avviene attraverso numerose conferenze tenute nella sala adiacente lo strumento planetario, che può ospitare 350 persone. Il pubblico al quale intende rivolgersi è sia un pubblico di appassionati sia un pubblico specifico costituito da studenti delle scuole, dalla materna all’università, e da insegnanti di tutti gli ordini scolastici. In occasione di eventi straordinari, quali la nascita di una stella o il recente allineamento della Terra con alcuni pianeti, ai laureati e dottorandi che normalmente tengono le conferenze vengono affiancati esperti di altri istituti scientifici. Si è calcolato che ogni anno assistono alle conferenze circa 100 mila persone, di cui almeno 60 mila sono studenti. Nei pomeriggi di sabato e domenica e la prima sera di attività di ogni mese si tengono incontri su argomenti relativamente semplici, basati soprattutto sull’osservazione e sull’identificazione dei corpi celesti; gli incontri che si svolgono il martedì e giovedì sera sono consigliati a chi possiede le nozioni di base e dedicati a temi particolari: approfondimenti sui diversi pianeti, storia delle galassie, evolzione delle stelle, cosmologia ecc. Le lezioni scolastiche si tengono durante la settimana, sia il mattino sia il pomeriggio. Quelle dedicate ai ragazzi delle scuole elementari e medie inferiori durano circa un’ora e trattano argomenti dell’astronomia di base (movimenti della terra, osservazione e riconoscimento dei principali oggetti celesti). Per i licei, invece, l’incontro può durare anche due ore e oltre agli argomenti citati vengono affrontati temi più complessi che richiedono cognizioni matematiche e fisiche.
Dal 1932 è presente al Planetario il Circolo Astrofili di Milano (CAM), associazione culturale senza fini di lucro i cui membri si dedicano allo studio amatoriale dell’astronomia. Durante le riunioni vengono presentate le ultime scoperte o si danno aggiornamenti sulle missioni spaziali in corso; alcune riunioni vengono dedicate alle proposte dei soci, al dibattito o alla proiezione di diapositive. Il Circolo possiede anche una nutrita biblioteca (circa 450 titoli) e alcuni strumenti telescopici che possono essere presi a prestito dai soci.

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