La città fortificata di Palmanova sorse nel 1593 per volere della
Serenissima. Alla sua costruzione lavorarono trattatisti, architetti e ingegneri
dell’Ufficio delle Fortificazioni di Venezia, tra cui il noto Giulio Savorgnan.
La scelta del luogo, all’incrocio tra la via Julia Augusta e la strada Ungaresca
(Stradalta), della pianta a stella con nove punte, di erigere una doppia cerchia
di mura (una terza venne aggiunta in seguito da Napoleone) venne determinata da
motivi di ordine militare: Palmanova doveva fungere da baluardo contro le
incursioni turche e le pretese austriache.
Nel 1960 su decreto del Presidente della Repubblica Palmanova fu dichiarata
Monumento Nazionale.
La visita ideale a Palmanova inizia dal Civico Museo Storico, in Borgo
Udine, dove attraverso documenti, mappe e fotografie viene illustrata
l’evoluzione del sistema di fortificazioni. L’esposizione, che comprende anche
armi e monete, si articola in sezioni che ripercorrono le fasi salienti della
storia della città. A poca distanza dal museo si trova il Palazzo del
Ragionato, edificato nel 1648 dal Provveditore Generale Marcantonio Memmo
per ospitare gli uffici finanziari. Borgo Udine termina con Porta Udine,
uno dei tre monumentali ingressi a Palmanova, probabilmente progettati dallo
Scamozzi. Appena fuori Porta Udine sono l’acquedotto marmoreo e la
Caserma Montesanto, seminterrata, fatta costruire da Napoleone nei primi
anni dell’800. Proseguendo in direzione di Borgo Aquileia s’incontra la
polveriera napoleonica, adattata per ospitare attività culturali, quale
l’annuale Mostra di Stampe Antiche (agosto).
Il centro della città coincide con l’esagonale Piazza Grande, un tempo
usata per le esercitazioni delle truppe, oggi sede del mercato settimanale.
Nella piazza convergono i sei assi radiali della città, intersecati da tre
strade anulari. Al centro dello spazio sorge un pozzo in pietra d’Istria con tre
nicchie rivolte ciascuna ai tre borghi di Palmanova. Le statue di alcuni
Provveditori Generali sono collocate al margine della piazza in corrispondenza
di borghi e contrade. Su Piazza Grande affacciano diversi edifici storici: la
Loggia della Gran Guardia, dove in passato un corpo di guardia vigilava
sull’artiglieria, il Palazzo del Provveditore Generale (1548, Marcantonio
Memmo), che oggi ospita il Municipio, il Palazzo del Monte di Pietà, di
origine seicentesca ma riedificato nel ‘900, il Palazzo del Governatore delle
Armi, anch’esso seicentesco, il Duomo Dogale, dalla travagliata
storia costruttiva. Iniziato nel 1594, dotato della facciata nel 1615, coperto
nel 1636 e consacrato nel 1777, il duomo ha interno ad aula unica e soffitto a
capriate lignee. Racchiude opere importanti: la pala dell’altar maggiore
raffigurante il Redentore (1854) di Domenico Fabris, una Madonna lignea
di fine ‘400 attribuita a Giandomenico da Tolmezzo, l’altare delle Milizie
(1641) realizzato dal Padovanino. Il massiccio campanile è stato innalzato nel
1776.
Nella Porta Cividale (1604-5) è collocato il Museo Storico Militare,
dove sono esposte mappe, cimeli, documenti, uniformi dei vari corpi che si sono
avvicendati nella fortezza fino alla Seconda Guerra Mondiale.
È possibile visitare una parte delle fortificazioni. Il percorso comincia
dalla Loggia Veneta (XVI secolo), dove sono esposte uniformi e armi del
periodo di costruzione della fortezza, e prosegue con il Cavaliere, la
postazione più elevata all’estremità della cortina, sulla quale era collocata
l’artiglieria a lunga gettata, e il baluardo, un terrapieno a punta di
freccia (un baluardo si trova su ciascuna delle nove punte della stella).
Scendendo dal baluardo s’incontra la loggia (posto di guardia) con
sortita, un’ampia galleria che termina nella falsabraga (tipo di
terrapieno usato per nascondere lo spostamento delle truppe dalle postazioni
interne a quelle esterne). Segue il fossato che separa la prima dalla seconda
cerchia e il rivellino, a forma di freccia come il baluardo, dal quale è
visibile la terza cerchia difensiva. In asse con il baluardo si trova la
lunetta che comprende alcune casematte.