Il Calopinace è il maggiore torrente che scendendo dall’Aspromonte attraversa perpendicolarmente la città. Le frequenti alluvioni della fiumara hanno spinto l’amministrazione comunale a risistemare gli argini. Seguendo la traiettoria del fiume è ora possibile disegnare un ipotetico tracciato, capace di toccare alcune emergenze turistiche, segnatamente chiese e luoghi di culto.
Partendo dalla Stazione Ferroviaria e risalendo per un breve tratto Corso Garibaldi, si arriva alla Chiesa di S. Agostino, singolare costruzione irta di cupole di varia foggia e dimensione, fondamentalmente romanico-bizantina, ma caratterizzata da stili diversi e trasversali. L’interno a tre navate è ampio e luminoso. Nella navata sinistra si nota il dipinto della Madonna della Cintura (Sebastiano Conca, XVIII secolo) e un pregiato confessionale ligneo intarsiato. Bellissimi i lampadari in ferro battuto e il vecchio altare maggiore.
Ritornati su Corso Garibaldi, lo si percorre fino al ponte Calopinace, quindi, seguendo l’argine del fiume verso monte e superato Viale Calabria, si raggiunge la Chiesa di S. Pietro (1853). Si tratta di uno dei pochi edifici sacri risparmiati dal sisma del 1908; è particolare per la facciata sormontata da due esotici campanili di dubbia scuola, sui quali si notano le chiavi del Paradiso e il Gallo, i segni distintivi del discepolo. L’interno, di modeste proporzioni, conserva una statua in cartapesta di S. Pietro e un quadro del Tarallo (1854) con l’immagine del Santo.
In Via Sbarre Superiori, nei dintorni del Calopinace, è possibile visitare ciò che rimane dell’antica Chiesa di S. Maria delle Grazie, purtroppo saccheggiata in tempi recenti e in attesa di sistemazione. Alle sue spalle sorge la Chiesa di Loreto, romanica, risalente al 1579. Contiene pregevoli mosaici, un crocifisso ligneo e una statua in legno della Vergine. Da Via Sbarre Centrali si può agevolmente raggiungere la Chiesa di S. Giorgio Extra, più volte rimaneggiata e ispirata al romanico.
Risalendo ancora il Calopinace, nei dintorni dello svincolo "Modena" della tangenziale si raggiunge il Santuario della Madonna di Modena, probabilmente del XV secolo, forse più antico. Il Santuario, già meta di pellegrinaggi nell’antichità, custodisce un’effigie bizantina molto venerata dalla popolazione reggina, la Madonna col Bambino di Modena ( XIV secolo?). Alla fine di maggio una festa popolare e una solenne cerimonia ne consacrano il mistero, narrato in numerose leggende.