La Turchia è dal 1923 una Repubblica basata su un sistema democratico pluralistico e parlamentare, nel quale i diritti umani sono protetti dalla legge e dalla giustizia sociale. La sovranità del popolo si esprime attraverso la Grande Assemblea Nazionale eletta a suffragio universale, formata dalla Camera dei Deputati e dal Senato. I deputati eletti ogni cinque anni a suffragio universale, con sistema proporzionale diretto, sono 450, mentre i senatori sono 150, di cui 15 designati dal Capo dello Stato e una maggioranza senatori a vita. E' il potere legislativo. Il Capo dello Stato è il Presidente della Repubblica ed esercita il potere esecutivo insieme al Consiglio dei Ministri e al Primo Ministro. Riceve il mandato di sette anni dalla Grande Assemblea Nazionale e non è rieleggibile. Il sistema giuridico turco segue i modelli occidentali: la codificazione del diritto penale segue l'esempio italiano, mentre il codice civile si rifà a quello svizzero. La Turchia è membro dell'ONU e di alcune associazioni interne come la WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l'OCDE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Fa parte inoltre della NATO dal 1952, del Consiglio d'Europa ed è membro associato dell'UE. La Repubblica turca è suddivisa in 67 province più altre sei recentemente create. Le province sono a loro volta suddivise in 580 circondari e in 880 giurisdizioni. ECONOMIA TURCHIA Dopo la grave crisi recessiva del 1994 caratterizzata da una forte inflazione, l'economia turca ha mostrato evidenti segni di ripresa, soprattutto grazie al programma d'intervento del governo che accelera le privatizzazioni e aumenta l'efficienza delle attività fondamentali del settore pubblico. L'economia turca è di tipo misto: c'è ancora un forte intervento dello Stato nei settori quali trasporti, industrie estrattive e settore energetico, mentre settori quali telecomunicazioni, cemento, ferro, acciaio, tessili, petrolchimico, linee aeree e alberghi hanno subito una consistente privatizzazione. Anche se oggi l'agricoltura ha un ruolo meno incisivo che in passato, rimane la principale fonte di occupazione in Turchia, impiegando la metà della popolazione attiva. Un terzo della superficie totale del Paese è coltivabile ed 1/5 dei prodotti viene esportato. Nella regione anatolica è particolarmente fiorente la cerealicoltura, con la produzione di frumento, orzo, mais, segale, avena e riso; ma non va dimenticata la produzione di nocciole che costituisce il 75% di quella mondiale e quella di lenticchie. Nella zona dell'Egeo prevalgono le colture legnose, la vite e l'ulivo; importanti sono anche gli alberi da frutto, tra cui agrumi e fichi. Nella regione meridionale viene coltivato il cotone, il sesamo, la soia, il lino, la canapa e il girasole. Nella zone di Isparta è diffusa la coltivazione delle rose, con importanti impianti di distillazioni. L'allevamento è anch'esso molto importante; numerose sono le greggi di caprini, bovini ed ovini; in calo asini, muli e cavalli, la cui carne è destinata al mercato estero. La pesca è praticata soprattutto nel Bosforo e nel Mar Nero, dove i prodotti ittici sono carpe, trote e crostacei. Nonostante la Turchia non abbia grossi giacimenti minerari, si estraggono molte materie prime di una certa importanza: boro, bauxite, cromo, petrolio, carbone e lignite. Circa il 60% dell'attività estrattiva è controllata dallo Stato. Grazie alla realizzazione di dighe e bacini si è sviluppata anche la produzione di energia elettrica. L'attività industriale è ancora legata alla produzione agricola: ecco perché l'industria di trasformazione occupa un posto di primo piano: zuccherifici, stabilimenti conservieri, pastifici, concerie, industrie tessili, cotonifici, lanifici... Il settore manifatturiero è un settore importante e rappresenta il 27% del PIL; la Turchia è fra i maggiori produttori mondiali di lana e mohair delle capre d'angora. Negli altri settori rivestono una certa importanza l'industria siderurgica, quella metallurgica, quella meccanica, chimica e petrolchimica. Gli scambi commerciali con l'estero sono piuttosto intensi, nonostante le esportazioni siano complessivamente inferiori alle importazioni. La Turchia da sempre occupa una posizione strategica come via di passaggio tra l'Europa e l'Asia ed è un vero nodo commerciale per l'intera regione balcanica. Il turismo ha avuto negli ultimi anni un incremento notevole, facendo della Turchia una delle maggiori destinazioni turistiche in Europa e Medio Oriente. Lo sviluppo di nuove attrezzate ed infrastrutture per il turismo è in continuo miglioramento in tutto il Paese.
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